Le voci sul futuro di Antonio Conte lontano dal Napoli, continuano ad essere sempre più insistenti. Un fondo di verità ci sarà pure e ci mancherebbe data l’importanza dell’allenatore in questione, ma la narrazione mediatica, come ormai da anni in Italia, è priva di ogni logica e di basi solide. L’allenatore leccese è stato accostato a tutti i club d’Italia e del mondo, sono stati nominati quasi tutti ormai senza tenere conto però di un aspetto, ovvero quello più importante.
Antonio Conte è legato al Napoli da un contratto triennale fino al 2027 a quasi 10 milioni di euro netti a stagione bonus compresi, per lui e il suo corposo e numeroso staff. Che sarebbero quasi 20 lordi. Una cifra che in Italia nessuno o quasi può permettersi per un allenatore.
Ma non è finita qui, perché oltre al contratto concreto, pratico, burocratico, legale ed economico, c’è anche quello morale, il patto con Aurelio De Laurentiis di porre le basi per la costruzione di un progetto che duri nel tempo e che possa essere vincente. Lasciare la nave al primo dei tre anni di lavoro, primo o secondo posto che sia, sarebbe una mossa sbagliata e deludente che mai ci si aspetterebbe dal Conte-Uomo ancor prima che allenatore. Soprattuto con una Champions da disputare, dopo averla conquistata sul campo.
Analizziamo in quattro passaggi i punti chiave sul futuro dell’allenatore azzurro.
1) Il primo aspetto è quello che abbiamo già analizzato, Conte è legato al Napoli da un contratto fino al 2027 e la prima stagione è servita per ri-costruire dalle macerie del fallimento post-scudetto, con il lavoro dell’allenatore che fin qui ha dato grandi soddisfazioni e ha prodotto i risultati sperati. Si parte da una base forte e solida con un anno alle spalle di un nuovo rodaggio tattico, a cui vanno aggiunti elementi importanti per provare seriamente a vincere lo scudetto e fare grande figura in Champions League.
Ammesso che questo campionato ancora non è finito e può regalare finali a sorpresa in chiave tricolore, un eventuale secondo posto dopo il decimo fallimentare della passata stagione, sarebbe oro colato. Andare via dopo un solo anno, per ripartire da zero altrove, non avrebbe il minimo senso. Inoltre, il tecnico vive a pieno la città e si è integrato alla perfezione nel tessuto sociale di Napoli.
2) Il secondo aspetto è legato alla comunicazione, Conte alla presentazione di meno di un anno fa al Palazzo Reale, pronunciò una frase eloquente che risuona tutt’oggi: “Mi auguro che in questo mio percorso di tre o più anni, il Napoli non sia più vista come una squadra di passaggio, ma come una meta”. In questa potente frase, oltre all’elogio al club c’è anche il monito di voler crescere realmente come società e struttura affinché i grandi campioni scelgano Napoli come una squadra di arrivo e non solo di partenza.
Basterebbero queste parole per capire che il futuro di Conte con molta probabilità sarà ancora a tinte azzurre, ma allora perché il tecnico continua a non smentire le voci sul suo futuro in conferenza? Il motivo potrebbe essere il seguente: Conte è un maestro della Comunicazione, aspetto che ha sempre curato nelle sue precedenti esperienze. Dichiarare adesso il suo futuro e confermare la permanenza in azzurro, darebbe non solo ragione ai sussurri alimentando le voci, ma potrebbe rappresentare un “autogol mediatico” dell’allenatore.
Diciamo che, nel contenuto Conte resterà al Napoli, mentre nella forma lascia trasparire più dubbi, forse solo per strategia comunicativa. Tenere sulle spine ADL, vuol dire mantenere in equilibrio “la partita a scacchi” con la società fissata ad oggi sul 1-1. Il Napoli tornerà a disputare la Champions grazie al lavoro straordinario dell’allenatore e Conte ha riacquisito appeal agli occhi delle big d’Italia, qualora ce ne fosse bisogno. Fare determinate dichiarazioni potrebbe dare meno forza al tecnico in sede di trattative dove pretenderà un mercato importante e di spessore elevato. A fine stagione si tireranno le somme, e nel “faccia a faccia” che ci sarà tra tecnico e società, l’aspetto fondamentale per far sì che il progetto continui senza intoppi, sarà la condivisione delle stesse ambizioni.
Una reciproca volontà di crescere insieme per iniziare il prossimo campionato in pole position. Le competizioni da affrontare nella prossima stagione per il Napoli saranno 3 e forse anche 4 con la Supercoppa italiana, servirà una rosa lunga a livello numerico e qualitativo con due giocatori forti per ruolo. Bisogna dare piena fiducia alle richieste di Conte, che nonostante il deludente mercato di gennaio, i numerosi infortuni e delle seconde linee non al livello dei titolari, ha mantenuto in vita il “miracolo sportivo” in vetta alla classifica.
Nel post-gara contro il Torino, match vinto 0-1, il mister dichiarò: “Se andremo in Champions questa squadra dovrà essere rinforzata seriamente, e questo il presidente lo deve sapere”. Dal canto suo il Presidente non si tirerà indietro ed è pronto a garantire un grande mercato con gli introiti milionari come ha già fatto l’estate scorsa sborsando 150 milioni, ma ad ogni modo non lascerà andare via il tecnico a cuor leggero in caso di un suo “capriccio emotivo”.
Conte potrebbe anche chiedere di essere liberato per la Juventus e fare una scelta di vita tornando al nord, nel club in cui ha fatto la storia e a cui inevitabilmente è ancora legato, ma anche qui non avrebbe senso dinanzi ad un progetto appena iniziato all’ombra del Vesuvio. L’ipotesi che De Laurentiis liberi il tecnico per farlo accasare ad una diretta concorrente, è ( quasi ) completamente da scartare. Da sottolineare il “quasi”, perché ADL potrebbe anche non opporsi, ma in quel caso chiederebbe un indennizzo ai club interessati. Ad ogni modo, trattare con il patron azzurro sarà impresa ardua e complicata.
3) Terzo aspetto, le sirene del nord: Juventus e Milan sono le due squadre in Italia che sognano Conte dopo averlo trattato come” uno qualunque” la scorsa estate. Dopo aver visto i miracoli che ha compiuto ( cose che tra l’altro ha sempre fatto in carriera ) e i loro progetti naufragati rispettivamente con Thiago Motta e Fonseca, ora vorrebbero strapparlo al Napoli che è stato l’unico club a credere con forza nel mister e metterlo sotto contratto. La vicenda Kvara non può intaccare il rapporto tra allenatore e società che ad oggi è saldo e trasparente. Ecco, proprio Conte e il Napoli dovrebbero smentire con forza e dignità le voci e annunciare il futuro insieme.
Ed è quello che si augurano tutti i tifosi azzurri per il bene di squadra e società. Quei tifosi che hanno sempre riempito il Maradona e accolto Conte come un Re fin dal primo giorno, e in cambio non vorrebbero ricevere un “tradimento”. La storia del tecnico insegna, più di due-tre anni in un club non ci rimane, ma andare via dal Napoli dopo un solo anno, tra l’altro ultra-positivo, rappresenterebbe una sconfitta sia per lui che per De Laurentiis.
4) Nello scenario peggiore, ovvero quello di un addio di Conte al Napoli, bisognerà capire le reali intenzioni di ADL: attuare una scorciatoia con un big come Conte per tornare nell’immediato in alto, ma poi “normalizzare” e ridimensionare di nuovo il progetto con un mister giovane, o puntare a diventare sempre più forti senza avere la paura di volare e fidandosi del progresso? Cambiare ancora allenatore, sarebbero addirittura 6 in soli due anni, interrompere un ciclo, un progetto agli albori e ricominciare tutto da zero, sarebbe davvero comico e controproducente. Fissarsi nell’elite, stare sempre in alto senza mai più crolli come il post-Spalletti, entrare in maniera definitiva nella dimensione “Top club”.
Tutti passaggi fondamentali per la permanenza di Conte, che chiederà un mercato non solo di qualità ma anche rapido per non arrivare a fine agosto come l’anno scorso, con ancora tanti giocatori da prendere. E in ballo c’è anche la questione del Centro sportivo, aspetto primario rispetto al mercato come ha sottolineato più volte l’allenatore nelle varie conferenze. Una squadra che ha lavorato sulla mentalità vincente ed è guidata da un top coach che molto probabilmente la riporterà in Champions League, ha bisogno di continuità di progetto. Gli errori del passato e 150\200 milioni di euro circa da spendere sul mercato, impongono ad ADL di fare scelte forti e decise.
Allenatori acerbi con dubbi, incertezze e dal talento inespresso o esperti ma che hanno finito di allenare ad alti livelli da un pezzo, non servono e non fanno al caso del Napoli che è chiamato al definitivo salto di qualità. Servirà un mix di tutto: esperienza, leadership, trofei, maestria tattica, livello top, successi, comunicazione e tante, ma tante vittorie. Proprio come Conte. Il presente, e si spera, anche il futuro del Napoli.
A cura di Simone Di Maro