Cominciati ieri a San Isidro, in provincia di Buenos Aires, gli interrogatori delle sette persone accusate in Argentina di omicidio con eventuale dolo, a seguito della morte, avvenuta il 25 novembre scorso, di Diego Armando Maradona. Lo riferisce il portale di notizie MDZ. Giorni fa i pm Laura Capra, Cosme Iribarren e Patricio Ferrari, avevano rinviato l’inizio delle testimonianze da remoto per poter invece ascoltare gli imputati in presenza, in un processo istruttorio che in questa prima fase durerà fino al 28 giugno. Il pibe de oro, la cui salute era da tempo deteriorata, è deceduto per un edema polmonare acuto legato ad uno scompenso cardiaco cronico aggravato ed una cardiomiopatia dilatativa. I sette professionisti che dovranno rispondere alle domande dei magistrati sanno di essere indagati per avere, con il loro comportamento, «contribuito ad una morte del paziente che avrebbe potuto essere evitata». Rischiano per la legge argentina una condanna fra otto e 25 anni di carcere. Gli interrogatori cominceranno oggi alle 12 (le 17 italiane) con l’infermiere Ricardo Almirn, e seguiranno fino al 24 giugno con la collega Dahiana Madrid, il coordinatore dello staff infermieristico Mariano Perroni, la dottoressa responsabile del ricovero a domicilio di Maradona, Nancy Forlini e lo psicologo Carlos Daz. Venerdì 25 giugno sarà la volta della psichiatra Agustina Cosachov, a cui si rimprovera una non corretta somministrazione dei farmaci, in particolare quelli psicotropici, mentre il 28 giugno sarà interrogato per ultimo il neurochirurgo Leopoldo Luque, che svolgeva la funzione di medico di base del Diez fino al giorno della morte. Fonte: Mattino.it