Una coppa da duecento milioni. Chi vince la nuova Champions a 36 finaliste potrebbe incassare fino a 155 milioni di premi Uefa e una cinquantina al botteghino. Sono proiezioni e riguardano club con market pool e risultati recenti di alto valore, quindi City, Bayern, Real Madrid, Psg. Per un’italiana campione d’Europa la cifra sarebbe necessariamente più bassa, ma comunque straordinaria. Se la Juve di Allegri aveva scavato un fossato rispetto agli altri club italiani, arricchendosi in Champions, con le nuove cifre in ballo le distanze potrebbero allargarsi. La Champions è sempre più vitale. Quella nuova sta nascendo. La formula c’è. Il montepremi idem. In queste ore l’Uefa fisserà tutte le voci dei premi da approvare oggi all’Esecutivo di Parigi. La Gazzetta può anticipare queste cifre.
Montepremi Siamo a 2,5 miliardi (+500 milioni)
Con il nuovo ciclo 2024-27 arriva la grande riforma. Quasi una rivoluzione: gruppo unico invece di otto e 36 squadre al posto delle tradizionali 32. Più partite, più incassi da tv e sponsor, e inevitabilmente più milioni per le squadre. La Champions fa da collettore e poi distribuisce a Europa e Conference League. Al momento, il fatturato totale delle coppe è di circa 4,4 miliardi all’anno (ma si spera di aumentare con nuovi contratti fino a 4,6/4,7). Tra spese, solidarietà e Uefa (230 milioni all’anno per le casse di Nyon), ai club restano quasi 3,4 miliardi. Così distribuiti: 2,5 alla Champions, 565 all’Europa League e 285 alla Conference. L’aumento più forte rispetto al ciclo precedente è proprio per la Champions: +500 milioni. Cento in più all’Euroleague, cinquanta alla Conference. Non si può fare diversamente con le spinte secessioniste e la Superlega che, fattibile o meno, è una minaccia. Ma lo spettacolo, il più grande dopo il big bang, è la Champions.
Qualificazione Entrare in Champions vale 20 milioni
Questi due miliardi e mezzo sono suddivisi ora in tre voci (e non più quattro). Una riguarda la semplice qualificazione alla Champions. Un’altra, adesso la più importante, i risultati. Infine la terza è nuova: una sintesi tra market pool e ranking storico. Andiamo alla partecipazione. Vale in totale almeno 670 milioni (invece di 500). Per ogni club 18,6 milioni invece di 15,6. Ma la cifra più esatta è 20,3 perché ci sono un altro paio di voci fisse. Un bell’assegno che, per fare un esempio, Inter, Juve e Milan “sentono” molto vicino. Partecipare, come diceva De Coubertin, è importante.
Risultati La voce più importante Più vinci più guadagni
Per fortuna la seconda voce — i risultati — riequilibra il discorso. Successi, qualificazioni, coppa valevano 600 milioni e ora schizzano a 950. Anche se una vittoria singola premia di meno (2,1 milioni invece di 2,8), ci sono più gare. Poi i vari passaggi di turno aumentano il loro contributo (vedi grafico): gli ottavi regalano 11 milioni invece di 9,6; i quarti 12,5; le semifinali 15; e sollevare la coppa addirittura 25 (allo sconfitto 20). Un bell’aumento che riconosce importanza a chi va avanti. Non è finita. Sono state aggiunte altre due voci. Una che premia le prime 8 del gruppo (2 milioni) ma non dimentica le altre 28 (un milione a testa). Un’altra legata al piazzamento nei campionati nazionali, secondo criteri ancora da definire: si va da quasi un milione fino a 10 milioni. Non male.
Market-ranking Compattate due voci Il passato conta meno
Infine la terza voce, quella nuova, che compatta i vecchi market pool e ranking storico. Vale complessivamente un po’ meno, da 900 a 850 milioni. E sembra un po’ più democratica perché riduce il peso della storia e dei mercati tv. Il sistema è molto complesso. La componente più consistente somma la posizione nel market pool nazionale (che viene assegnato ai singoli club) con quella nei risultati degli ultimi cinque anni (individuali). Sono 36 quote come i club: il migliore prende 37 milioni, l’ultimo uno. La seconda componente, meno ricca, considera i risultati degli ultimi dieci anni: il migliore, naturalmente il Real Madrid, prenderà una decina di milioni, l’ultimo neanche 300mila euro.
A Parigi Oggi l’Esecutivo Uefa domani il Congresso
Le cifre riguardano, come sempre, il triennio, quindi fino al 2027. E come sempre sono suscettibili di aumenti e aggiornamenti. Più questa Champions sarà interessante e combattuta, più sponsor e tv saranno interessate anche per il futuro. Comincia la due giorni di Parigi. Oggi Esecutivo con probabile approvazione di queste cifre, presentazione del bilancio e disvelamento della strategia Uefa fino al 2030. Domani il Congresso con al centro la proposta di Ceferin per allungare il mandato che ha scatenato le dimissioni di Boban: secondo i rumor, tutta la Uefa, Inghilterra esclusa, ha deciso di schierarsi con il presidente. Fonte La Gazzetta dello Sport
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